Slow Life

lunedì 4 luglio 2016

Hotel trasformati in Slow Spaces





Per gentile concessione di Brandforum, condividiamo un approfondimento di Alessandro Dagasso (Studente IED e membro dell'Osservatorio) dedicato alla trasformazione degli Hotel in Slow Spaces.


"Alberghi a misura di creativi" (Link diretto: http://www.brandforum.it/papers/1464/alberghi-a-misura-di-creativi)


Connettività, condivisione e velocità sono le keywords che, in questi ultimi anni, sono sulla bocca di tutti. In un mondo che va sempre più veloce ed è sempre connesso, c’è la possibilità che i valori veri vengano a mancare, si perdano e ci si concentri solo su “realtà” virtuali.


Il digital è lo strumento di comunicazione del momento: brand, ma anche utenti, puntano ad una comunicazione online rispetto a quella classica fatta di momenti da vivere. Ma c’è un settore che sta cercando di portare nella realtà (quella vera) tutti questi valori e questi fondamenti: quello alberghiero.


Gli alberghi, di per sé, sono luoghi in cui la gente va per rilassarsi e riposare, staccare da quella che è la solita routine. Ma fino a che punto la gente vuole realmente “staccare” quando la prima cosa che chiediamo quando entriamo in un hotel all'estero è “Sorry sir, can I have the Wi-fi password?


Per evitare che gli ospiti siano sempre attaccati allo smartphone, oppure che facciano gli hipster con un caffè lungo mentre lavorano al mac ascoltando musica lounge, è stata attuata una vera e propria azione di branding per quanto riguarda gli spaces


Ecco che quelli che noi eravamo abituati a chiamare semplicemente “alberghi” diventano degli slow spaces: spazi innovativi, pensati appositamente per la generazione y (più semplicemente Millenials) volti alla socializzazione e alla condivisione di momenti reali.


Una della prime catene ad aver preso parte al movimento slow è proprio una tra le più storiche e famose a livello internazionale, Hilton. Tru by Hilton è una catena spin-off del noto brand il cui obiettivo è quello di rinnovarsi: aperto a tutti, l’albergo (se così possiamo ancora chiamarlo) mira alla socializzazione tra la persone che vi soggiornano grazie a uno spazio open space, a palestre, piscine , play zone con giochi da tavola e schermi giganti.


Insomma, più che un albergo si può dire che sia stato ideato un vero e proprio punto di ritrovo per i giovani, con tante attività diverse da fare. Per chi vuole c’è anche la possibilità di gustare prodotti biologici nell'apposito bar aperto 24h. Anche in Italia abbiamo degli esempi di alberghi a misura di Millenials. Il Moxy, per esempio, si trova a fianco dell’aeroporto di Malpensa e si presenta come uno spazio a metà tra una boutique di moda e una discoteca.


Pensato appositamente per quelle persone che fanno uno scalo di una notte ma che non vogliono comunque rinunciare al divertimento e alla trasgressione. E pensare che le camere si aprono con lo smartphone invece della chiave. Una notte da leoni vi dice niente?


A Torino invece troviamo il Golden Palace, un hotel di lusso che una volta a settimana adibisce la sua terrazza a feste per i giovani del capoluogo piemontese. Palestra, centro benessere e convention sono solo alcune delle attività che propone il Golden al pubblico, non necessariamente cliente della struttura. La vera natura di questi brand, ovvero quella di offrire un servizio alberghiero, sembra passare in secondo piano.



Il target a cui si rivolgono questo genere di alberghi sono sicuramente un’élite: giovani manager, creativi, blogger, ragazzi con un alto potere d’acquisto il cui scopo è quello di divertirsi e godersi il momento. Cocktail party in terrazza e feste in piscina sono il genere di divertimento a cui puntano questo tipo di consumatori.


In conclusione, sempre più catene di alberghi stanno abbracciando il movimento slow, cercando di favorire il contatto umano e le pubbliche relazioni dei loro clienti. In un’epoca in cui la velocità è all'ordine del giorno, sia per i ritmi lavorativi sempre più frenetici ma anche per quanto riguarda il mondo del digital che fa sempre più da padrone, è necessario fermarsi un attimo e godersi il momento.

2 commenti:

  1. Che buona idea, anche se questo rovinerà la reputazione di questa città. Penso che se questo fare, fare qualcosa di qualità, come in questo posto http://wellcum.at/it/. Sarà probabilmente una schelta migliore.

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