Slow Life

giovedì 22 giugno 2017

Chi sono i vincitori di #SBF017?

All’interno di prestigiosa cornice slow nella Milano storica, si è tenuta lo scorso 14 giugno la terza edizione di Slow Brand Festival - #SBF017, evento promosso da Brandforum.it in collaborazione con L'Arte del Vivere con Lentezza Onlus e con la collaborazione di ALTIS Università Cattolica.

​L’evento ha visto la partecipazione di un grande pubblico di rappresentanti aziendali, giornalisti, addetti ai lavori e studenti universitari accomunati dalla passione per la comunicazione, nonché di numerose figure di spicco del mondo della comunicazione e del marketing che si sono confrontate sul fenomeno #slow. A breve un racconto dettagliato dell'evento!
 

Al termine della serata, il momento tanto atteso: la premiazione dei vincitori del premio Miglior Slow Boss e Slow Brand 2017: un riconoscimento assegnato a quelle figure aziendali e a quelle imprese che si sono distinte per innovazione e originalità in ottica #slow.



I vincitori sono:
Slow Boss (nomination pervenute dalla rete):

- più votato dalla Giuria Tecnica: Maria Emanuela Salati (Responsabile formazione, progetti evolutivi e welfare ATM)
Motivazione: Attenta allo sviluppo professionale, al benessere dei dipendenti; è forte sostenitrice dello spirito di gruppo e della leadership femminile



- più votato dalla Community di Brandforum: Dante Bonacina (Direttore Commerciale Ca' del Bosco)
Motivazione: Sa motivare i dipendenti privilegiando l'aspetto umano nella crescita professionale e personale
 
Slow Brand (oltre 100 nomination segnalate da una giuria di giovani studenti "under 30"):

- per la categoria Slow ADV: 
Ikea - "Sorprenditi ogni giorno", dedicata alla quotidianità domestica attraverso il racconto di storie e spaccati di vita





- per la categoria Slow Space: 
Libreria Acqua Alta - Venezia, dove la lettura diventa un'esperienza originale in ottica slow 





- per la categoria Slow Web 
Campari "Killer in Red", cortometraggio con uno stile coinvolgente firmato da Paolo Sorrentino, dove il prodotto passa in secondo piano





- per la categoria Slow Factory: 
Eolo "Eolo 45", progetto per la valorizzazione dei dipendenti e del territorio per aiutare i "disoccupati senior" a inserirsi nuovamente nel mondo del lavoro



Abbiamo inoltre premiato un progetto Slow legato alla CSR: Birra Baladin, progetto "Terra Madre"  per la valorizzazione del territorio africano, con la creazione di 10000 orti in collaborazione con SlowFood per garantire cibo fresco e sano alla popolazione.



Una menzione speciale è stata data a 
New Maltesers - "Look on the light side" una serie di corti dedicati all'abbattimento dei tabù attorno alla disabilità

I premi dedicati ai boss e alle aziende vincitrici quest'anno sono stati realizzati in esclusiva per #SBF017 da You Can Lab ADHunter, sponsor tecnico di Slow Brand Festival, con omaggi slow gentilmente offerti da Bussy, Druantia, ALTIS Università Cattolica e Brandforum


Premio speciale anche a Patrizia Musso: Direttore Slow di Brandforum





Oltre naturalmente ai giovani "under 30" che hanno proposto le nomination in gara (http://www.brandforum.it/papers/1519/giurati-under-30-e-nomination-sbf017) e la community on line di Brandforum per aver votato i loro casi preferiti, si ringrazia la Giuria Tecnica composta da illustri nomi: Bruno Contigiani (Fondatore di L’Arte del Vivere con Lentezza Onlus), Alessia Coeli (Key referent welfare e innovazione sociale - ALTIS), Andrea Di Turi (Storytweeter @andytuit eGiornalista), Graziella Falaguasta (Giornalista free lance e Consulente di comunicazione), Silvia Giovannini (Giornalista e Social Media Manager Unione Industriali Varese), Paola Miglio (Consulente Marketing & Digital strategies), Orazio Spoto (Consulente manageriale), Gabriele Qualizza (Redattore Senior Brandforum.it), Sergio Tonfi (Editor Superbrands), nonché da Patrizia Musso (Direttore Brandforum.it) e dai redattori senior “over 30” di Brandforum.it. per aver contribuito a decretare i vincitori di questa edizione di Slow Brand Festival attraverso i loro voti.

martedì 30 maggio 2017

Giurati “under 30” e Nomination #SBF017


Per la segnalazione delle oltre 100 nomination giunte quest’anno nella nostra Redazione, Brandforum ringrazia:

- gli Studenti dell’Università Cattolica di Milano (studenti laureati e laureandi del corso di “Storia e Linguaggi della Pubblicità” - Facoltà Scienze Linguistiche);
- gli studenti del Master in Account e Sales Management (ALMED/Centrimark – Università Cattolica);
- gli studenti del Master in Comunicazione, marketing Digitale e Pubblicità Interattiva (Università Cattolica);
- gli studenti del Corso di Diploma Accademico in Comunicazione Pubblicitaria del II anno dello IED di Torino;
- il network dei CSR Natives.
 

Un doveroso e sentito grazie per aver contribuito ad individuare e ad analizzare i casi e i progetti aziendali proposti per le nomination dello Slow Brand Festival 2017 - #SBF017 va, in particolare, ai  seguenti Giurati “under 30”
 

Viola Bernasconi, Paola Borghi, Matilde Bottazzoli, Lidiane Brissow Tomm, Giulia Caselli, Chiara Cavaleri, Elena Cavedini, Martina Gabrieli, Olivia Genovesi, Francesca Gilioli, Chiara De Magistris, Greta Mergotti, Sofia Malventano, Elisabetta Mereghetti, Giulia Prinetti, Michela Provenzi, Davide Russano, Chiara Tiraboschi, Giulia Vania, Paola Vatteone - studenti dell’Università Cattolica;

Viola Beretta, Eleonora Brignoli, Gian Marco Carbone, Claudia Carroccia, Chiara Mangiaracina, Esmeralda Muca, Malvina Pinat, Marlene Tagliabue, Martina Valenza, Valentina Ventriglia - studenti del Master in Account e Sales Management;

Roberta Bellacicco, Simone Bertuccio, Palma Botta, Rossella Bozza, Chiara Cazzaniga, Jacopo Maraffino, Abigail Massidda, Elvio Torrente, Lisa Marie Perna, Piera Anastasia Ramella Pezza, Veronica Romagnoli -  studenti del Master in Comunicazione, marketing Digitale e Pubblicità Interattiva;

Nicolò Allisiardi, Veronica Anrò, Umberto Barera, Giulia Cavaglià, Martina Cipollaro De L'Ero, Lorenzo De Matteo, Gianluca De Mio, Letizia Faricciotti, Federica Gariglio, Simone Imberti, Giulia Prina, Edoardo Raviol, Marie Nicole Romano, Silvana Vacchina, Federica Verano, Elodie Zanchet, Emanuele Zucca, Antonio Martino, Tommaso Nargi e Denise Saldino - studenti IED di Torino;

Rebecca Raguso, Chiara Ricci (AnimaImpresa), Francesco Toffoletto del network dei CSR Natives.

La ricerca dei casi in nomination ha visto coinvolti anche gli “under 30”  della Redazione di Brandforum (Elena Garini, Federica Lusenti e Federica Proverbio).

Molti casi ci sono stati segnalati dalla nostra community che, attraverso un form anonimo, ci ha indicato interessanti esempi di Slow Brand e… Slow Boss, personalità lungimiranti che si sono distinte per le loro azioni slow in azienda e non solo.
 
La nostra Redazione ha valutato ogni progetto in base a:
- categoria slow di riferimento;
- motivazione della segnalazione in relazione alle dinamiche comunicative slow;
- timing del progetto;

arrivando a selezionare circa 70 casi.

Per scoprire le Nomination di Slow Brand 2017 vi invitiamo a visitare la gallery su Facebook (qui link diretto), per conoscere i volti degli Slow Boss 2017 link diretto qui


Come votare?
I vostri LIKE (o love, o altre reaction) ai casi slow e agli slow boss che preferite contribuiranno a creare la short list finale, e si aggiungeranno al voto della Giuria Tecnica per decretare il vincitore che verrà premiato durante la serata di #SBF017.

Avete tempo fino al 5 giugno per votare! 

Giuria Tecnica
La giuria tecnica è composta quest’anno da Bruno Contigiani (Fondatore di L’Arte del Vivere con Lentezza Onlus), Alessia Coeli (Key referent welfare e innovazione sociale - ALTIS), Andrea Di Turi (Storytweeter @andytuit eGiornalista), Graziella Falaguasta (Giornalista free lance e Consulente di comunicazione), Silvia Giovannini (Giornalista e Social Media Manager Unione Industriali Varese), Paola Miglio (Consulente Marketing & Digital strategies), Orazio Spoto (Consulente manageriale), Gabriele Qualizza (Redattore Senior Brandforum.it), Sergio Tonfi (Editor Superbrands), nonché da Patrizia Musso (Direttore Brandforum.it) e dai redattori senior “over 30” di Brandforum.it.



Ricordiamo che l'evento Slow Brand Festival è gratuito e aperto a tutti, previa registrazione al form

Dal telling al doing: Programma #SBF017

Dopo il successo delle due precedenti edizioni, anche quest’anno la redazione di Brandforum, in collaborazione con l’Arte del Vivere con Lentezza Onlus fondata da Bruno Contigiani e con il supporto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ALTIS (Alta Scuola Impresa e Società), ha il piacere di presentare la III edizione di Slow Brand Festival.
 
L’evento si svolgerà il prossimo 14 giugno in una location Slow immersa in uno storico giardino nel cuore di Milano; il posto ideale dove poter rallentare, discutere, ascoltare e dare ritmo al proprio tempo.
  

Contraddistinto dall’hashtag #SBF017, Slow Brand Festival si palesa come un momento di approfondimento e dibattito sull’ormai costante evoluzione del fenomeno Slow in Italia: emergeranno le best practice e le strategie adottate dai grandi brand, così come dalle PMI e dalle giovani start-up, presenti sul nostro territorio che si sono contraddistinti per il loro approccio Slow. 
Sarà inoltre un’occasione per cogliere suggerimenti pratici su come trasformare le imprese in Slow  Brand e si discuterà, poi, attorno al concetto di Slow Boss, ovvero quelle figure aziendali di rilievo che hanno saputo distinguersi per le loro scelte lungimiranti a livello gestionale, organizzativo e comunicativo.
 

L’appuntamento per la III edizione del Festival “lento”, ideato nel 2015 da Patrizia Musso (Direttore di Brandforum.it) si inserisce nuovamente nella cornice della XI Giornata della Lentezza e vuole confermarsi come occasione per avvicinare i giovani under30 al mondo delle imprese e viceversa. Un variegato gruppo di giovani (studenti, neolaureati, profili junior) ha nominato più di 100 casi di brand che si sono contraddistinti nelle categorie: Slow Advertising, Slow Spaces, Slow Web e Slow Factory.
 
Si ringraziano a questo proposito gli studenti di: Università Cattolica di Milano ALMED – Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo, IED – Istituto Europeo di Design sede di Torino, e i CSR Natives.
 
L’intera community online di Brandforum è coinvolta nelle votazioni degli Slow Brand e Slow Boss.
 
 
(Ph. Brandforum.it)
 
 
Programma dell'evento
 
h. 10.00 Registrazione ed Esperienze Slow
 
h. 10.30 - 11.00 Saluti introduttivi e Lectio Inaugurale a cura di Prof. Vito Moramarco (Prof. Ordinario di Politica Economica e direttore di ALTIS Università Cattolica)
Apertura lavori con Patrizia Musso (Dir. Brandforum e Docente Università Cattolica) e Bruno Contigiani (Fondatore di L’Arte del Vivere con Lentezza Onlus)
 
h. 11.00 – 12.30 Tavola Rotonda moderata da Silvia Giovannini (Giornalista e Social Media Manager Unione Industriali Varese) Il web fra dinamiche slow e fast: la parola agli “under 40”
Alessia Coeli – Key Referent Welfare e Innovazione sociale (ALTIS)
Alessandra Olietti – Redattore Senior Brandforum.it
David Mammano – Organizzatore e Licensee di TEDxVarese
Sveva Caradonna – CoFounder Viral Tellers
Giacomo Stefanini – Chief Water Giver & Founder WAMI – Water with a Mission
Sara De Luigi – IgersLombardia
 
h. 12.30: Business Game con Alessandro Braga (Fondatore Youcan Lab - AD Hunter)
 
h. 14.00: Registrazione ed Esperienze Slow

h. 14.30 - 16.00: Tavola Rotonda moderata da Patrizia Musso Slow Communication e Slow Boss: esempi virtuosi a confronto
Isabella Colombi  – Direttore Risorse Umane Boiron
Mario Franzino –  Consulente Manageriale
Paolo Iabichino –  Direttore creativo esecutivo Gruppo Ogilvy & Mather Italia
Fabrizio Pozzoli – Presidente Federcultura Turismo-Sport Lombardia
 
h. 16.15 – 17.45  Tavola Rotonda moderata da Sergio Tonfi (Editor Superbrands) Slow Factory e legami con il territorio: esperienze a confronto
Gabriele Qualizza – Redattore Senior Brandforum.it
Andrea Ferrazzi – Direttore Confindustria Belluno Dolomiti
Mateja Gravner – Commerciale, Marketing e Pr Gravner
Benedetto Cannatelli  – Ricercatore Università Cattolica e Imprenditore Railroad Brewing Company
 

h. 17.45 – 19.00 - Premiazioni “Slow Brand 2017” e “Slow Boss 2017”
Categorie: Slow Adv
Slow Place
Slow Factory
Slow Web
Slow Boss
 
Chiusura e saluti, momento di networking finale
 
Giuria Tecnica
Bruno Contigiani (Fondatore di L’Arte del Vivere con Lentezza Onlus), Alessia Coeli (Key Referent Welfare e Innovazione sociale - ALTIS), Andrea Di Turi (Storytweeter @andytuit e Giornalista), Graziella Falaguasta (Giornalista free lance e Consulente di comunicazione), Silvia Giovannini (Giornalista e Social Media Manager Unione Industriali Varese), Paola Miglio (Consulente Marketing & Digital strategies), Orazio Spoto (Consulente manageriale), Gabriele Qualizza (Redattore Senior Brandforum.it), Sergio Tonfi (Editor Superbrands), Patrizia Musso (Direttore Brandforum.it) e redattori senior “over 30” di Brandforum.it.

mercoledì 17 maggio 2017

Slow Brand Festival 2017 - #SBF017

14 giugno 2017 -10.00/19.00
Università Cattolica ALTIS -Villini Storici -Via San Vittore, 18 Milano

Dopo il successo delle due precedenti edizioni, anche quest’anno la redazione di Brandforum, in collaborazione con l’Arte del Vivere con Lentezza fondata da Bruno Contigiani e con il supporto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ALTIS (Alta Scuola Impresa e Società), ha il piacere di presentare la III edizione di Slow Brand Festival. L’evento si svolgerà il prossimo 14 giugno in una location Slow immersa in uno storico giardino nel cuore di Milano; il posto ideale dove poter rallentare, discutere, ascoltare e dare ritmo al proprio tempo.




Contraddistinto dallhashtag #SBF017, Slow Brand Festival si palesa come un momento di approfondimento e dibattito sull’ormai costante evoluzione del fenomeno Slow in Italia: emergeranno le best practice e le strategie adottate dai grandi brand, così come dalle PMI e dalle giovani start-up, presenti sul nostro territorio che si sono contraddistinti per il loro approccio Slow. Sarà inoltre un’occasione per cogliere suggerimenti pratici su come trasformare le imprese in Slow  Brand e si discuterà, poi, attorno al concetto di Slow Boss, ovvero quelle figure aziendali di rilievo che hanno saputo distinguersi per le loro scelte lungimiranti a livello gestionale, organizzativo e comunicativo. 


L’appuntamento per la III edizione del Festival “lento”, ideato nel 2015 da Patrizia Musso (Direttore di Brandforum.it) si inserisce nuovamente nella cornice della XI Giornata della Lentezza e vuole confermarsi come occasione per avvicinare i giovani under30 al mondo delle imprese e viceversa. Un variegato gruppo di giovani (studenti, neolaureati, profili junior) ha nominato più di 100 casi di brand che si sono contraddistinti nelle categorie: Slow Advertising, Slow Spaces, Slow Web e Slow Factory. L’intera community online di Brandforum è coinvolta nella ricerca degli Slow Boss.

Una Giuria Tecnica (composta da Accademici, Giornalisti, Esperti del settore e membri della Redazione di Brandforum.it) decreterà i migliori “Slow Brand 2017” e i lungimiranti “Slow Boss 2017”, che verranno premiati al termine di #SBF017.

L’evento, che prenderà il via alle 10.00 del 14 giugno pv, metterà a confronto il punto di vista di  illustri ospiti e giovani menti attorno a tre grandi macro temi: Slow e Imprenditoria giovanile, Slow Communication e Slow Boss, Slow Factory e territorio.

Novità di quest’anno la presenza di due momenti di Workshop (su invito): “Il Web tra dinamiche slow e fast” e “Tecniche di Benessere aziendale”.


Per rimanere aggiornati su #SBF017 seguiteci sul sito (www.brandforum.it) e sulle nostre pagine social.

martedì 31 gennaio 2017

Slow Brand. Vincere imparando a correre più lentamente

E' ufficialmente disponibile in tutte le librerie (e anche in formato e-book!) la nuova edizione ampliata ed aggiornata di "Slow Brand. Vincere imparando a correre più lentamente" di Patrizia Musso (Direttore Brandforum.it) - Ed. Franco Angeli.


Oltre a tanti nuovi casi, sono presenti box ad hoc con gli esiti della ricerca "Slow Life" (curata da Alessandra Olietti - Senior Editor Brandforum.it) realizzata in occasione dello Slow Brand Festival 2016.



A quattro anni dalla prima edizione di questo fortunato testo, Patrizia Musso aggiorna l'analisi di un fenomeno del mondo del branding che non sembra diminuire ma anzi, persiste e avanza.


Sempre più numerose sono infatti le proposte "slow": alcuni brand rallentano e allungano i tempi di contatto con i propri consumatori sia nell'advertising tradizionale e digitale, sia nel retail; cercano di coniugare successo e sostenibilità agganciandosi a valori forti e contenuti densi e dando risalto a concetti per far riflettere i consumatori; compiono infine scelte innovative coinvolgendo veri consumatori o addirittura dipendenti al posto di testimonial. E, allora, come si diventa uno slow brand oggi?


Rileggendo in chiave slow tutti gli strumenti della comunicazione d'impresa e raccogliendoli in quattro grandi aree tematiche - le slow advertising; gli slow places; le slow factory; e il paradossale slow web - il testo enuclea gli elementi portanti di questa efficace trasformazione, arricchendosi di nuovi casi aziendali e proponendo nuove istanze capaci di fornire indicazioni utili a guidare le imprese contemporanee.

Un testo che si presenta come un costruttivo modello di auto-analisi per le marche e un utile strumento di studio e lavoro per tutti coloro che si occupano di comunicazione, pubblicità e marketing.

martedì 26 luglio 2016

Impossible. Le istantanee slow di Polaroid

Per gentile concessione di Brandforum, condividiamo un approfondimento di Andreas Rosso (Network dell'Osservatorio) dedicato al ritorno sul mercato di Polaroid... con una svolta slow

Sembrava impossibile che in un mondo dominato dal digitale, le pellicole istantanee potessero avere uno spazio sul mercato. Era questa la supposizione di Tom Petters che nel 2003 divenne il nuovo proprietario del brand Polaroid. Era dunque necessaria un’operazione per far sparire lentamente dalla scena un’oggetto divenuto ormai culto per gli appassionati della fotografia: le pellicole Polaroid.

Petters ordinò dunque una produzione di pellicole che durasse almeno dieci anni e dopodiché non sarebbero più state realizzate. Nel 2008 il carico decennale di pellicole era già out of stock. È così che nel febbraio del 2008 nacque The Impossible Project.


The Impossible Project, ovvero “il progetto impossibile”, nacque dalle menti di Florian Kaps, André Bosman e Marwan Saba che conosciutisi all’evento di chiusura della fabbrica di pellicole Polaroid decisero di fondare un brand con lo scopo di riportare in vita l’iconico prodotto. I tre comprarono tutti i macchinari di produzione che riuscirono a trovare, affittarono la fabbrica a Enshede in Olanda e insieme assunsero quindici ex-dipendenti Polaroid per ricreare il prodotto, magico all’apparenza, ma chimicamente complesso da realizzare.


Lo sviluppo della pellicola richiese più di un anno e i risultati non erano soddisfacenti: la prima pellicola era in bianco e nero e aveva problemi di esposizione. Nel frattempo l’azienda si mise a collezionare e rivendere le vecchie macchine fotografiche del  famoso brand. Col passare degli anni Impossible ha creato nuovi prodotti e perfezionato quelli precedenti, diventando un’azienda affermata in tutto il mondo e con un numero di seguaci non indifferente. Ma la domanda sorge spontanea: “Perché ricreare un prodotto analogico in un tempo in cui il digitale sembra avere il sopravvento su tutto il resto?”

La risposta a questa domanda è semplice, o meglio “slow”. Impossible è infatti una marca che nasce proprio in un’ottica di slow branding e le caratteristiche che la definiscono tale sono molteplici. Il nome stesso deriva infatti da una citazione di Edwin Land, inventore della prima macchina fotografica istantanea e fondatore di Polaroid: “Don’t undertake a project unless it’s manifestly important and nearly impossible”. Questa frase divenne il motto di Impossible dopo una delle prime riunione fatte dai tre fondatori in cui veniva detto che ricreare la formula chimica delle famose pellicole sarebbe stato impossibile.

Oggi sul loro sito, oltre a questa citazione, si può leggere la loro filosofia slow. Impossible crede nelle foto vere, foto con un’anima, foto ricordo che possono essere condivise con gli amici (consegnandole manualmente), foto che possono essere scattate e attaccate al frigorifero in tempo reale, insomma più di semplici foto.

Il riflesso di questa filosofia si può riscontrare in tutti gli aspetti dell’azienda. I dipendenti stessi sono ex-impiegati Polaroid, segno che a mantenere viva un’icona non sono solo macchinari, ma persone vere e proprie con una passione per il loro lavoro e un know-how unico. Inoltre la produzione di nuove pellicole permette di salvare macchine vecchie che sarebbero altrimenti andate buttate.

Nuova vita alle macchine significa anche nuova vita alla community, che nata in maniera spontanea su social come Instagram, Flickr e Tumblr, ora può facilmente stare al passo con alcuni tra i migliori artisti in circolazione grazie al magazine online dedicato al mondo delle istantanee. Impossible offre anche una gallery dove tutti possono mettere in mostra i propri lavori, confrontarsi con altri appassionati e avere l’occasione di entrare a far parte della rivista. E nonostante il consumatore medio di questo prodotto potrebbe apparire nell’immaginario collettivo sotto forma di un ventenne radical chic con grossi occhiali vintage e vestiti fuori moda, la community è molto più assortita e coinvolge giovani e vecchi, appassionati e nostalgici.

Un altro aspetto cruciale sono i punti vendita e nonostante il sito sia il fulcro principale degli acquisti sia per l’Europa che per gli Stati Uniti, Impossible è presente in più continenti con negozi ufficiali, i più famosi dei quali a New York, Tokyo e Parigi. Questi store sono dei veri e propri slow spaces in quanto oltre ad avere una sezione dedicata alla vendita presentano anche un museo ed una galleria d’arte per celebrare le Polaroid. Seppure in forma ridotta, anche in Italia sono presenti gli store. Sia Milano sia Roma sono state conquistate dalla magia intramontabile di un classico.

Recentemente Impossible ha annunciato l’arrivo della loro prima macchina Polaroid, la I-1, un ponte tra digitale e analogico, che mantiene però intatta l’esperienza unica del genere e non tradisce la filosofia del brand offrendo nuove features per sbizzarrirsi creativamente. La I-1 è la dimostrazione che spesso avere una foto sul telefono non è abbastanza per apprezzarla a dovere e la condivisione dei propri momenti è importante, ma forse non quanto la condivisione tangibile di emozioni e di ricordi.

Sembra una contraddizione, ma Impossible è l’istantanea che porta lo slow nel mondo dell’immagine fast, una chicca per gli amanti della fotografia, ma anche per i più romantici come me.

mercoledì 20 luglio 2016

#SpecchioSpecchio: la svolta SLOW di Avon

Per gentile concessione di Brandforum, condividiamo un approfondimento di Alessandra Olietti (Redattore Senior dell'Osservatorio) dedicato alla nuova campagna slow di Avon.


Avon (www.avon.it), azienda che da 130 anni è sinonimo di bellezza - innovazione - ottimismo ed è specializzata nella vendita tramite presentatrici, lancia una nuova campagna per le donne,  basata sul concetto di “credere in se stesse”.


Sulla scia di Dove(http://brandforum.it/papers/1313/dove-legacy-eredit%C3%A0-di-bellezza) che teorizza la “real beauty”, e di Motivi(http://brandforum.it/papers/1334/motivi-made-on-me) che esorta a modellare i vestiti sul proprio corpo e non il contrario, anche Avon vuol rendere speciale la giornata di centinaia di donne, attraverso un semplice messaggio.


Non è insolito che un brand come Avon lanci una campagna di questo tipo essendo da sempre la sua mission l’aiutare le donne a credere di più in loro stesse, creando un vero e proprio passaparola di positività e ricordando all'universo femminile il suo valore.


Come? Per un intero giorno Avon ha posizionato uno specchio interattivo presso il centro commerciale “Torri Bianche” di Milano, registrando le reazioni che centinaia di donne hanno avuto di fronte ai messaggi che comparivano sullo schermo, personalizzati rispetto a look, stile e personalità. “Da sola conquisterai il mondo”, “Mi piace il tuo look! Questo si che è stile!”, “Ti sei guardata bene? Oggi sei bellissima!”... Il risultato? L’umore di tutte coloro che hanno interagito in modo spontaneo con lo “Specchio” pare essere migliorato: si sono sentite più belle e sicure, e hanno contagiato positivamente le altre donne intorno a loro.


In questa occasione il brand non si è voluto svelare per non distrarre e influenzare le partecipanti, ma ora Avon vuole condividere questa esperienza di valore con tutte le altre donne, per dimostrare che basta un semplice messaggio per rendere speciale un giorno.  A questo proposito, è stato realizzato un video (https://www.youtube.com/watch?v=OX1XmTkCmVc) in cui sono state raccolte le reazioni di coloro che hanno avuto l’occasione di entrare in contatto con questo “specchio interattivo”.

(Ph. Avon)


Inoltre con la campagna
 #SpecchioSpecchio viene data l’opportunità di vivere la stessa esperienza anche a tutte coloro che non l’hanno provata direttamente al centro commerciale, grazie all’applicazione web “avonallospecchio.it” (https://avonallospecchio.it/): chiunque ha la possibilità di caricare una foto, chiedendo alla specchio di svelare un messaggio di positività.


Il brand esorta poi a condividere sui social le foto con l’hashtag #SpecchioSpecchio per rendere virale il progetto e stimolare un passaparola tutto femminile, all'insegna del buonumore e della felicità.


Questa iniziativa si inserisce in un anno speciale per Avon: è stato lanciato il nuovo statement “Il Valore della Bellezza e si festeggia il 50° compleanno del brand in Italia che prosegue la sua mission per valorizzare il mondo femminile e i suoi valori che vanno oltre la bellezza esteriore.


A nostro parere il progetto descritto si inserisce tra quei “casi-slow” che Brandforum sta indagando da diversi anni ormai. Le ragioni? 
La mission: valorizzare le singole personalità in modo “naturale” e non “costruito”, dando così importanza alle persone in quanto tali e non alla loro immagine, è sicuramente slow.
Al tempo stesso la modalità di trasmissione del messaggio è slow: non è stato, infatti, reso pubblico il brand name durante l’esperimento al supermercato e nonostante sia un marchio che si occupa di vendita di articoli di bellezza, non mostra nessun prodotto capace di valorizzare le protagoniste. 
Inoltre sono slow le tempistiche e i mezzi: l’esperimento si è svolto offline in un supermercato, ma non è stata un’occasione “one-shot” di contatto con il pubblico, in quanto la campagna si declina poi in altri tempi e modalità sul web così da generare un'incrementata attenzione nel pubblico e dilatare il contatto tra quest’ultimo e il brand.